• Il discorso della montagna (17), non giudicare gli altri

    Questo articolo esamina il discorso della montagna di Gesù, in particolare il divieto di giudicare gli altri. Mettendo in risalto Matteo 7.1-6 e Luca 6.37-45, raccomanda la misericordia e la reciprocità nelle relazioni interpersonali.

    Luca 6.37-45 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Non giudicate, e non sarete giudicati; non condannate, e non sarete condannati; perdonate, e vi sarà perdonato.Date, e vi sarà dato: vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante; perché con la misura onde misurate, sarà rimisurato a voi.Poi disse loro anche una parabola: Un cieco può egli guidare un cieco? Non cadranno tutti e due nella fossa?Un discepolo non è da più del maestro; ma ogni discepolo perfetto sarà come il suo maestro.Or perché guardi tu il bruscolo che è nell’occhio del tuo fratello, mentre non iscorgi la trave che è nell’occhio tuo proprio?Come puoi dire al tuo fratello: Fratello, lascia ch’io ti tragga il bruscolo che hai nell’occhio, mentre tu stesso non vedi la trave ch’è nell’occhio tuo? Ipocrita, trai prima dall’occhio tuo la trave, e allora ci vedrai bene per trarre il bruscolo che è nell’occhio del tuo fratello.Non v’è infatti albero buono che faccia frutto cattivo, né v’è albero cattivo che faccia frutto buono;poiché ogni albero si riconosce dal suo proprio frutto; perché non si colgon fichi dalle spine, ne si vendemmia uva dal pruno.L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore reca fuori il bene; e l’uomo malvagio, dal malvagio tesoro reca fuori il male; poiché dall’abbondanza del cuore parla la sua bocca.
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